lunedì 7 gennaio 2013

Open Source by Default

In un altro mio blog di politica, con un post datato 21 Novembre 2012 avevo criticato pesantemente un articolo del cosiddetto Decreto Sviluppo (D.L. 22/06/2012 n. 83), tanto da riclassificarlo "decreto terzo mondo".

Sebbene il mio giudizio su tale decreto in particolare e sull'intero operato del governo Monti in generale non sia sostanzialmente cambiato, in questo post voglio sottolineare il buono che c'e' nell'articolo 22 comma 10 che detta indicazioni importanti in materie di open source. Al predetto comma si legge: "All'articolo 68 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, il comma 1 è sostituito dal seguente:"
«1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato: a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione; b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione; c) software libero o a codice sorgente aperto; d) software combinazione delle precedenti soluzioni. Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l'impossibilità di accedere a soluzioni open source o già sviluppate all'interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, è consentita l'acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità ed i criteri definiti dall'Agenzia per l'Italia digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto».
Open source by default. Questa si che e' una cosa fatta bene.


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